La Camascia, la ‘sfaticata’, perché senza voglia e improduttivi erano questi quattordici ettari di terreno roccioso, finché don Massimo Colosso, con la convinzione e la protervia di cui solo lui era capace, non li trasformò in un piccolo Eden a metà strada tra il paese e il mare. Fu una lotta epica: oltre novemila mine esplosero per piegare l’arida terra, mentre con potenti martelli gli operai rompevano i massi dissodati. Il risultato fu una piantagione sistematica, geometrica, simile nella struttura a un castrum romano: due vie principali si intersecano e suddividono il fondo in quattro settori, ognuno dedicato ad una specifica coltivazione: agrumeto, oliveto, frutteto e da semina. E a difesa del perimetro e dei preziosi ‘tesori’ coltivati, furono piantati dei magnifici, svettanti cipressi. Bastarono pochi anni per rendere la Camascia un’azienda modello visitata e ammirata anche dal Ministro dell’Agricoltura. Di questa gloriosa storia la tenuta custodisce ancora oggi l’immutata eredità ed è pronta a condividerla voi, offrendovi un’esperienza sensoriale unica. Riscoprire tradizione agricola salentina e assaporarne la gastronomia in luogo incontaminato dove trascorrere piacevoli momenti di relax passeggiando tra i filari alberati e lasciandosi tentare dai profumi e dai sapori della nostra cucina.